OSSIGENO di Sacha Naspini

Un aforisma di Hermann Hesse recita più o meno così: “In natura non esiste nulla di così perfido, selvaggio e crudele della gente normale“. Parto da questa veritiera quanto inquietante considerazione, per riflettere su come la così detta normalità non sia mai del tutto lineare, ma nasconda in sé quasi sempre una piccola scintilla, pronta a polverizzare quelle che sono le aspettative collettive sulla conformità dei comportamenti.

Il romanzo di Sacha Naspini, Ossigeno, racconta in modo vivido e implacabile la storia di un incubo che sfocia dalla normalità; quello nel quale precipita un ragazzo ventinovenne quando un giorno, suo padre, il professor Carlo Maria Balestri, viene accusato di aver rapito, torturato e occultato un cadavere, e di aver tenuto prigioniere delle ragazzine in un container.

La voce narrante iniziale è quella di Luca, figlio del professor Carlo Maria, che con chiarezza ed estrema precisione, ritorna ai giorni passati con il padre e li rivive, illuminandoli con la piena coscienza delle nuove consapevolezze. Mi è piaciuto il taglio che l’autore ha voluto imprimere al romanzo puntando il focus su Luca, vittima egli stesso, oppresso da ingiustificati sensi di colpa, dalla solitudine e soprattutto dall’amara agnizione che tutta la sua vita fino alla scoperta, non è stata altro che finzione; sotto i suoi piedi, un fiume nero di menzogne, dal quale emerge la figura ambivalente di un uomo apparentemente integro e sempre presente, perfino durante la terribile malattia della moglie; un lavoratore integerrimo e stimato presso l’università, sempre puntuale nei saggi da consegnare, un padre amorevole e un lucido criminale.

Successivamente a raccontarsi sono la mamma di Laura, e Laura. Voci struggenti, che graffiano.

Sono rimasta colpita da questo romanzo, che apre la trama ad implicazioni tentacolari. Difficile non soffermarsi a riflettere. La storia è scritta in modo eccellente, tocca le corde giuste dell’anima. Devo ammettere che sono una persona sensibile e questa lettura mi ha fatta più volte commuovere. Come non provare empatia e commiserazione per la povera mamma di Laura? Una donna distrutta due volte, la prima quando hanno rapito la figlia, e la seconda quando viene ritrovata quattordici anni dopo. Una vita spezzata, recuperata mai del tutto, sospesa e ingabbiata, che ripiomba in una nuova e più inquietante dimensione. Come non sentirsi a disagio immedesimandosi in Luca, il figlio del mostro? Vive attanagliato dai sensi di colpa, alla ricerca di una nuova identità, visto che il padre che ammirava e che gli somiglia, si è rivelato un maniaco. Per non parlare della stessa Laura, che plasmata dalla prigionia è diventata un fantasma, un’aliena. Un intricato ribaltarsi di prospettive, che lascia il lettore quasi senza ossigeno così come i protagonisti, che boccheggiano alla continua ricerca della conferma di non essere soli.

Questo è il minimo che posso dire su questa storia, che letta alla profondità che merita, porta a considerazioni di natura antropologica e psicologica di un certo spessore; se invece si rimane alla soglia superficiale della trama, la si apprezza comunque per lo stile impeccabile e la narrazione avvincente.

Il finale… boom!

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ossigeno

settembre 2019, pp. 224
Area geografica: Autori italiani
Collana: Dal Mondo

DISPONIBILE IN EBOOK

3 pensieri riguardo “OSSIGENO di Sacha Naspini

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