IL SIGILLO DEL CIELO di GLENN COOPER. Occhio al finale del post!

Glenn cooper, Il sigillo del cielo

IL SIGILLO DEL CIELO è stata una lettura gradevole. Coloro che hanno letto il post precedente sanno che sto attraversando una crisi nella lettura.Glenn cooper, Il sigillo del cielo Non credo che questa sia una cosa negativa, anzi. Il significato stesso della parola crisi indica separazione, scelta, giudizio; sottolinea un momento di riflessione, un passaggio. Ho deciso, dopo due anni dall’apertura del blog, di sfruttare a mio favore questa circostanza particolare al fine di cercare di rispondere ad una serie di interrogativi sui quali non mi sono mai voluta soffermare; ho preso dunque una pausa dalle collaborazioni varie, ed ho cercato di mantenere soltanto quelle nelle quali credo davvero. Dopo circa una settimana durante la quale mi sono imposta di non toccare libro, sono andata in libreria e ho scelto la nuova uscita di uno dei miei scrittori preferiti: Glenn Cooper. Di lui ho letto quasi tutto anche se non tutti i suoi libri mi sono piaciuti: LA MAPPA DEL DESTINO , per esempio, non l’ho trovato all’altezza degli altri; per saperne di più potete cliccare sul link. Torniamo alla mia ultima lettura; qui di seguito, uno stralcio di trama da me elaborata, naturalmente privo di spoiler…

Siamo in Iraq nel 1989, Hiram Donovan ha sessantatré anni ben portati, è un archeologo di fama mondiale e per la quarta estate di fila si trova presso lo scavo del monastero di Rabban Ormisda, uno storico avamposto della Chiesa d’Oriente, situato ad una trentina di chilometri da Mosul.Il sigillo del cielo Hiram custodisce un segreto avvolto in uno straccio in fondo alla sua borsa di pelle: un misterioso disco di ossidiana, perfettamente piatto e rotondo, di circa dieci centimetri di diametro e di un centimetro di spessore, dal bordo liscio e levigato. Nessuno è a conoscenza del rinvenimento di quel particolare reperto, non ne ha fatto menzione a nessuno. Per uno strano e irrefrenabile impulso ha deciso di nasconderlo. Hiram sa di rischiare molto, non aveva mai fatto nulla del genere. Nascondere un reperto equivale a rubare. In qualità di famoso accademico aveva tenuto delle lezioni contro i saccheggiatori di manufatti, ma qualcosa in quel disco di vetro vulcanico lo ha toccato nel profondo… La decisione di Hiram sarà cruciale, e segnerà l’inizio di una serie di conseguenze terribili per lui e la sua famiglia…

Sulla trama non dirò altro. Non voglio rovinare la sorpresa agli eventuali lettori. IL SIGILLO DEL CIELO è stata per me una lettura corroborante. Confermo la mia ammirazione IMG_20190705_165355per l’indiscusso talento di Glenn Cooper. Il continuo successo dei suoi libri credo sia in gran parte dovuto alla natura degli argomenti trattati. I suoi scritti puntano infatti su un accattivante mix tra storia e romanzo, e colorano di una luce inquietante i misteri legati al dopo-morte e quelli relativi alla religione: tutti argomenti questi, che da sempre suscitano interesse e talvolta un pizzico di timore, in quanto fanno leva su quelle che sono le paure ancestrali, e le domande che da sempre turbano l’animo umano. L’accuratezza storica in questo caso risiede in tutto quello che concerne il mistico elisabettiano John Dee, e le sue sedute oracolari con il veggente Kelley. E’ stato per me stuzzicante avventurarmi nel mondo enigmatico della catoptromanzia, un’arte divinatoria professata attraverso l’osservazione di una superficie riflettente, come una pietra lucidata o uno specchio. Non avevo mai sentito parlare di questa pratica! La trama si scioglie in una serie di colpi di scena e scoperte inquietanti, il ritmo è serrato.

Il finale non brilla per innovazione ed effetto sorpresa, mi piace pensare che in questa lettura “non sia la destinazione, ma il viaggio quello che conta” (frase liberamente tratta dal famoso film Pirati dei Caraibi – Oltre i confini del mare), e di viaggi devo dire che i due protagonisti Cal ed Evie ne fanno a sufficienza, sempre inseguiti dal solito temibile cattivo di turno, che a tempo debito troverà, come da tradizione, l’opportuno castigo.

Il libro merita la lettura. Vorrei sottolineare solo una cosa, e il buon Glenn non me ne voglia. Ho notato che l’autore sembra avere una certa ossessione per gli occhi di un certo colore. Questa caratteristica fisica, infatti,20190617_104013 incorre ridondante in due personaggi diversi, tanto da farmi pensare inizialmente a un espediente creato ad arte ai fini della trama. Mi sono dovuta ricredere. A fine pagina 104 in riferimento alla moglie di Dee, Cooper scrive: gli unici colori brillanti nella sua figura erano il rosa delle guance e l’azzurro formidabile degli occhi. A pagina 142, si ripete nella descrizione di un altro personaggio, Sir Francis: la caratteristica fisica utilizzata per meglio descriverlo è, ma guarda un po’, quella di avere degli occhi di un azzurro sconcertante. Avere una mutazione genetica, seppur affascinante come questa, non può essere l’unico mezzo per rappresentare la forza espressiva di un soggetto. Un’ultima annotazione. Così come ne La mappa del destino, dove il protagonista Luc ha un atteggiamento licenzioso nei confronti delle donne, anche in questo caso, Cooper si ripete con Cal, il quale ha la tendenza ad essere eccessivamente libertino dal punto di vista sentimentale. Caro Glenn, potevi impegnarti di più! Credo che d’ora in poi smetterò di seguire questo scrittore per le stesse motivazioni per le quali ho abbandonato Dan Brown. Amen.

Buone vacanze a tutti!

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GLEEN
EDITRICE NORD

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