GENESI 3.0 di Angelo Calvisi

Questo romanzo davvero originale si svolge attorno alla vita di un ragazzo, Simon, che in primaGenesi 3.0 persona narra le sue vicende personali. Vive in una palazzina a due piani da quando è piccolo. Una costruzione con l’intonaco chiaro a lato di una radura e circondata dal bosco dove a destra comincia una strada che conduce direttamente alla Capitale. Simon vive con un uomo conosciuto come il Polacco. Si odiano vicendevolmente. Il soprannome di Polacco se lo è guadagnato come combattente in Polonia durante la Luminosa Guerra, nella quale si è particolarmente distinto salvando decine di bambini rimasti intrappolati nelle macerie. Il suo umore è mutevole come il cielo d’aprile e quando è di genio solitamente si atteggia a pedagogista cingendo Simon con un fare poco rassicurante e insegnandogli a distinguere le varie risorse che il bosco ha da offrire…

Genesi 3.0 è un libro molto particolare. L’aria che si respira fin dalle prime pagine è quella della decadenza. La palazzina dove inizialmente vivono Simon e il Polacco è circondata da un alone di estinzione, di decomposizione. Il cortile cambia forma ogni volta che Simon vi posa lo sguardo: si presenta con una forma ottagonale, alcune volte ellittica e qualche volta ovale, simile alla pelle butterata di Simon. I quadri alle pareti s’inclinano e oscillano al suo passaggio come per volerlo salutare, creando un effetto piuttosto alienante. Come alienanti e ricoperti dal sottile strato dell’ottundimento sono i ricordi di Simon, che appaiono confusi e alterati.

Quando Simon e il Polacco si trasferiscono nella Capitale, la vita del ragazzo subisce un duro scossone; si ritrova catapultato in una realtà sconosciuta, ma che a tratti gli evoca sentori di qualcosa di già vissuto, di familiare. Questo contesto si manifesta come ancor più morboso di quello della palazzina nella quale viveva. Simon affronta l’incubo della vita nella grande città a suo modo. Gli stati d’animo si riflettono nell’abitudine ossessiva di indossare conturbanti magliette caratterizzate dall’iniziale del suo nome, seguito dalla parola che gli dà carica, lo sostiene, rispecchia: il mood del suo stato mentale.

La storia precipita in una spirale di orrori, sesso malsano, schiavitù, labirinti di burocrazia inutile e crudele, e abomini del sangue.  Il finale mantiene l’allure enigmatica che permea lungo tutto il romanzo e lascia aperte le porte all’immaginazione.

Una lettura distopica e visionaria, un viaggio allucinante nelle storture della società e le sue tentacolari proiezioni future, caratterizzato da situazioni e contestualità talvolta disturbanti.

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genesi 3.0

Editore: Neo Edizioni
Collana: Iena
Anno edizione: 2019
Pagine: 160 p.

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