L’UCCELLO PADULO di Giovanni Lucchese

l'uccello padulo

Questa settimana mi sono immersa nella lettura del romanzo intitolato L’uccello paduloscritto ottimamente da Giovanni Lucchese e pubblicato dalla casa editrice Alter Ego presso la collana Specchi. 

Fin dalle prime pagine emerge il carattere deciso e nel contempo irriverente della storia. L’autore, attraverso il linguaggio esplicito e senza filtri del protagonista, Gianandrea Ludovisi detto Billo, racconta in prima persona le avventure che lo coinvolgono.

Billo e i suoi amici Skizzo e Prospero sono rampolli dell’alta borghesia romana, ricchi, viziati, che conducono una vita piena di eccessi e sregolatezze. Di rientro dall’ennesimo rave, Billo, sfatto dalla ketamina e ridotto allo stato di zombie, viene scaricato dai suoi due amici seminudo per strada. Mentre si aggira caracollante in direzione dei giardinetti sente delle urla: fin da piccolo Billo non ha mai sopportato i soprusi e dunque, sebbene a passo malfermo, accorre in direzione del baccano in aiuto della persona in difficoltà, che subito si rivela come un uomo di mezza età, fasciato in un succinto abito in pizzo rosso. Sarà l’inizio di una bella amicizia che cambierà la vita del ragazzo.

L’uccello padulo si è rivelata una lettura divertente, talvolta drammatica, ricca di personaggi inusuali, e dal cipiglio decisamente dinamico. Il protagonista Billo è un personaggio interessante,l'uccello padulo che acquisisce una maturazione psicologica di una certa rilevanza lungo il prosieguo della storia. Inizialmente si presenta al lettore come un ventiquattrenne ricco e scapestrato, dedito all’alcol, alla droga e al sesso occasionale. Viziato, privo di ambizioni e desideri, si lascia trasportare dalla vita senza una meta ben precisa. Negativo e dissacrante, man mano che la lettura procede lascia emergere delle sfaccettature che lo mostrano sotto un’altra luce: dietro all’immagine del giovane dissoluto si nasconde una persona fragile, confusa, afflitta da conflittualità piuttosto severe con le figure genitoriali. L’incontro con Mamma Sophie scandisce per Billo un momento importante. Questo personaggio particolare, dall’aspetto grottesco e a tratti surreale, assume agli occhi del ragazzo i contorni di un ruolo quasi materno, ruolo questo, già precedentemente ricoperto da Rosario, la governante del palazzo in cui vive, che rappresenta per lui il sinonimo della sicurezza e di tutto ciò che sua madre non è mai stata: un punto fermo. Mamma Sophie e tutto il suo nugolo di amici strambi diventano per lui la famiglia che non ha mai sentito di avere, fino a fargli considerare di aver visto più affiatamento, unione e affetto reciproco tra quelle persone che non in una vita intera a casa propria.

L’uccello padulo racconta di un ragazzo in cerca di se stesso, con un forte atteggiamento autodistruttivo, che per tutta l’esistenza nutre la sensazione di trovarsi nel luogo e con le persone sbagliate, con un rancore e della collera accecante che lo portano ad odiare coloro i quali fanno parte della sua vita. La storia è accattivante, davvero scorrevole, riserva qualche interessante colpo di scena e fa commuovere. Un libro dal linguaggio crudo, ma appropriato al contesto, scritto da un autore talentuoso. Lettura consigliatissima!

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Luccellopadulo
Alter Ego Edizioni
Titolo: L’uccello padulo
Autore: Giovanni Lucchese
Collana: Specchi

 

 

 

 

 

 

 

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