CONNECT di Julian Gough

Eccomi qua finalmente a parlare di un libro della collana Timecrime di Fanucci che non vedevo l’ora di leggere, Connect di Julian Gough: un entusiasmante tecno-thriller che, attraverso una prospettiva originale, esplora quali connessioni possono crearsi e crescere nell’era digitale. ConnectIn un’epoca non ben precisata del futuro, il timido diciottenne Colt è autistico e vive in Nevada assieme alla madre Naomi, una brillante biologa molecolare che lavora presso un centro di ricerca a qualche chilometro dal confine orientale con Las Vegas. Dotato di un’intelligenza fuori dalla norma, Colt ha ricevuto l’istruzione da casa e trascorre molto del suo tempo con un caschetto in testa, che gli permette di entrare nel mondo virtuale di un gioco da lui creato, perdendo il contatto con la realtà: il videomondo in tutte le sue versioni per lui è come se fosse una casa. Naomi, la mamma di Colt, è separata da Ryan, collaboratore di una misteriosa agenzia governativa, da circa dodici anni, ed è una brillante scienziata che si rifiuta di pubblicare le sue ricerche adducendo come scusa il fatto che non sono ultimate. Un giorno Colt decide di inviare gli straordinari risultati preliminari della ricerca di Naomi sulla ricrescita dell’arto, alla Stem Cell a New York, cosa che crea un certo subbuglio nella NDSA, agenzia nazionale di sicurezza domestica, che ne ordina immediatamente il protesto. Da qui in poi si innescano una serie di eventi che metteranno in serio pericolo tutti, Colt compreso… Sull’intricata trama non dirò una parola in più. Il mio motto è “No spoiler“.

Connect di Julian Gough è certamente un romanzo dalle caratteristiche peculiari. Nelle sue quasi seicento pagine l’autore rappresenta una storia dal ritmo incalzante ambientata in un futuro immaginario non molto distante dalla nostra realtà e immerso in una società ipertecnologicaConnect nella quale, per esempio, le macchine hanno il sistema di guida automatico e nella maggior parte degli Stati è proibito guidare la propria vettura da soli, i treni sono elettrici e senza macchinista, le strade sono state ricoperte da un manto nero opaco ad alta efficienza che cattura l’energia solare e una volta che il sole ha scaldato abbastanza quel fiume nero stradale, il suo manto appare come bagnato da un corso d’acqua pulsante e sfavillante… In questo contesto la scienziata Naomi compie delle ricerche all’avanguardia sul dolore e sui nuovi modi per accelerare il processo di guarigione. Quando si reca ad un congresso a New York per esporre i suoi interessanti e rivoluzionari risultati, rappresentanti di forze terribili e potenti cercano di arrestare la divulgazione delle informazioni ricorrendo a qualunque mezzo. Avventura, mistero, azione, sesso, scienza e paesaggi futuristici, si mescolano sapientemente in questo romanzo e danno vita ad una storia entusiasmante che offre anche moltissimi spunti di riflessione sulla società moderna e i suoi sviluppi futuri, tra i quali la considerazione su certi programmi tv, che vedono la morte confezionata come intrattenimento, oppure le necessità di monitoraggio e sorveglianza collettive che si scontrano con le libertà e l’esigenza di privacy del singolo individuo, l’intelligenza artificiale che si introduce sempre di più nella vita quotidiana, sostituendo l’uomo, come è stato più volte postulato anche dallo scienziato Stephen Hawking, il quale in passato si è espresso molteplici volte mettendo in guardia contro i pericoli dell’AI : “accanto ai benefici, le intelligenze artificiali porteranno anche dei pericoli, come potenti armi autonome, o nuovi modi che permetteranno a pochi di opprimere molti”.

Lo stile narrativo si distingue per la vibrante nota personale, caratteristica ed evocativa. Nonostante il libro sia improntato sull’azione, l’autore non si sottrae mai dal descrivere gli stati emotivi dei protagonisti, conferendo alla storia maggiore spessore. Connect è anche il racconto del difficile rapporto di una madre e suo figlio: una relazione improntata sulla scarsa comunicazione, dovuta all’autismo di Colt e alle ripetute assenze di Naomi a causa del lavoro. La situazione drammatica e pericolosa nella quale si verranno a trovare porterà i due a confrontarsi e a riscoprirsi, migliorando le problematiche affettive. Non mancano anche alcune contingenze piccanti. La parte finale è una lunga speculazione psichedelica scaturita dalle maglie delle connessioni neurali super potenziate di Colt, la quale ricorda atmosfere già vissute, e che sfocia in una sorta di Giorno del Giudizio in salsa tecnologica…Very good!

La Lettrice Assorta

Connect

Julian Gough

Traduttore: T. Ferracci
Editore: Time Crime
Collana: Narrativa
Anno edizione: 2018
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11 pensieri riguardo “CONNECT di Julian Gough

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