LE LETTURE DI CONFORTO

I momenti tristi, tediosi e stressanti della vita sono statisticamente in maggior numero rispetto a quelli felici; sarebbe bello poter affermare il contrario e vivere galleggiando nella perenne soddisfazione. Purtroppo non è così. L’esistenza è intervallata da gioie, dolori e un bel contorno di noia a completare il tutto. Personalmente, quando mi sento giù di morale mi consolo con i cibi di conforto, ma anche con i libri, da sempre il mio rifugio d’elezione contro le crudeli staffilate del destino. I miei comfort books sono gli stessi da sempre e li conosco quasi a memoria. Sfogliando pagine consunte e familiari mi sento completamente rilassata e a mio agio. Le ragioni che mi legano ad un libro piuttosto che ad un altro sono varie e personali, mi sembra inutile sbrodolarle in questo post e rischiare di ammorbare i già pochi lettori. Ci tengo solo a dire che le motivazioni che trasformano un bel libro in un comfort book sono soggettive e dipendono dallo stato d’animo, dalle circostanze e dalle esperienze pregresse individuali. Comunque ecco qua la mia lista:

Canto di Natale di Charles Dickens, un classico imprescindibile che contribuisce a immergersi nell’atmosfera delle Sante Feste.

-Fiori senza sole di Virginia Andrews

Sfera di Michael Crichton

-La coscienza di Zeno di Italo Svevo, un ininterrotto monologo del protagonista Zeno, voce narrante che viene incontro dalle pagine del libro sorretta da un certo estro affabulatorio, un semplice scrivente, invitato a stendere la sua autobiografia da uno psicanalista malaccorto in preparazione della cura e caratterizzato dal fulminante umorismo e dall’ingenuità. Al di là dei significati, della dimensione metaletteraria, dove la letteratura si specchia dentro di sé, mi piace leggerlo per la sua modernità e per la storia davvero sempre divertente e gustosa.

I pilastri della terra di Ken Follett, uno dei romanzi storici più belli e accattivanti.

-I love shopping e La ragazza fantasma di Sophie Kinsella

Ciascuna di queste belle letture è speciale a suo modo: qualcuna mi ricorda un momento, un’esperienza particolare, un’atmosfera gradevole che mi piace rievocare; altre mi piacciono perché sono divertenti e rilassanti, altre ancora perché fanno paura: una paura controllata, sicura, differente da quella che talvolta mi suscita la crudeltà della vita e che non si dissolve semplicemente chiudendo il libro e guardando da un’altra parte.

Adesso però mi piacerebbe sapere: qual’è il vostro comfort book? 

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88 pensieri riguardo “LE LETTURE DI CONFORTO

  1. Di solito i miei confort books sono quelli che mi fanno evadere più che altro dalle brutture che ci circondano; in situazioni del genere evito di leggere i thriller, e mi rifugio in letture più rilassanti e soft, come ad esempio Anna Premoli, o roba del genere. Naturalmente non disdegno la trilogia di Kingsbridge di Follet, iniziata con I pilastri della terra, e di cui devo ancora leggere l’ultimo tomo. Buona giornata! ❤

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      1. Quando eravamo in ospedale per le chemio di Papà io leggevo un libro, lui anche o qualche rivista e mia mamma faceva le parole crociate. Un attimo di evasione in quel reparto triste

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      2. Sono cose che succedono anche se sarebbe meglio non accadessero. Lui ora sta indubbiamente meglio dove è. E noi qui lo sentiamo vicino nonostante manchi la sua presenza fisica.

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  2. Bell’articolo! Mi piace soprattutto la riflessione sulla paura, controllata…ecc… Lo hai espresso proprio bene. In generale le emozioni provocate dalla lettura sono una simulazione, appunto controllata, di quelle provate nella realtà: mi piacerebbe parlarne con te e i tuoi followers. Qualche volta sfuggono però al controllo. I miei libri comfort erano quelli di Tolkien, Il Signore degli anelli e gli altri, letti e riletti. Adesso cerco gialli o thriller: Henning Mankell, soprattutto con Wallander, Olivier Tucci con la Lapponia e Qju Xiaolong con il commissario Chen Cao. Ciao!

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      1. Anch’io! E data la mia età, sono del 49, ho trovato dei libri miniera: letti a 20 anni, a 40, a 60, ogni volta ho trovato qualcosa di nuovo di cui non mi ero accorta prima. Un errore nel mio commento precedente dovuto al tablet che tende a decidere lui quello che devo scrivere: Olivier Tuc, non Tucci. Mi immergo nei suoi paesaggi innevati e solitari dell’inverno in Lapponia, mentre d’estate sento questo sole incombente che non tramonta mai. Belli i protagonisti, un detective lappone e una svedese (giovane e carina). Incontro – scontro fra culture.

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      2. Il libro in questione è “I quaranta giorni del Mussa Dagh” di Franz Werfel romanzo storico sul genocidio degli Armeni. Gabriele Bagradian, come Kurt Wallander, mi ha fatto compagnia a lungo come un amico.

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  3. Che belo sapere di non essere l’unica ad avere dei libri di conforto! Questa lista è continuamente in aggiornamento, si allunga, si accorcia, secondo le vicissitudini della mia vita, al momento è così composta:

    Il Giardino delle magie di A. Hoffman
    Enrico V di W. Shakespeare – lo so, non è un romanzo ma Enrico V mi conforta.
    Orgoglio e Pregiudizio di G. Austen
    La Casa degli Spiriti di I. Allende
    La lettera scarlata di N. Hawthorne
    Via Col vento di M. Mitchell
    Il Ritratto di Dorian Grey di O. Wilde
    La saga di Harry Potter di J.K. Rowling

    Durante l’adolescenza il libro che più mi ha confortata è stato Martin Eden, di J. London, l’ho letto tutti gli anni per almeno cinque o sei anni.

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  4. Super interessante questo post, così come le tue scelte 🙂 (trovare La coscienza di Zeno è stata un vera sorpresa). I miei sono: 1) Gli inganni di Locke Lamora perché dei protagonisti perennemente nei casini ti fanno sentire meno incasinata 2) Qualsiasi opera di Shakespeare perché la loro lettura è legata a bei ricordi 3) Aristole e Dante scoprono i segreti dell’universo perché i due protagonisti sono semplicemente adorabili 4) Qualsiasi libro mi sappia emozionarmi o portarmi in luoghi lontani.

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  5. E’vero, ci sono letture direi di “rimeditazione”per ritrovare un dettaglio,un pensiero,oppure una atmosfera di una lettura precedente……ma io leggo in contemporanea due tre diverse tipologie….uno di questi giorni le segnalo qualcosa.Trovo le sue spesso interessanti e coinvolgenti.saluti

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  6. ‘Niente di nuovo sul fronte occidentale’ di Remarque, libro inspiegabilmente dimenticato da tutti; la seconda metà di ‘Memnoch il diavolo’ (Anne Rice) perché contiene una suggestiva quanto incredibile nuova ottica su Dio diavolo e religione. Infine ‘Follia’ di Mc Grath

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  7. E’ molto raro che io rilegga un libro, ma se sto giù, mi consolo dicendomi che ogni problema ha la sua soluzione e penso che nessuno della Compagnia dell’Anello, dell’Ordine della Fenice possa contradirmi, e neanche i protagonisti di una Storia Fantastica!

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  8. Confort books 🤔, diversi secondo gli anni. Però sicuramente quelli della Banana Yoshimoto per la delicatezza, la malinconia che lascia sempre uno spiraglio alla speranza e Jane Austen con le sue protagoniste così romantiche, ma anche così moderne ed ironiche

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  9. “Stanotte guardiamo le stelle” di Ali Ehsani… uno sguardo intenso sulla Vita di chi ha dovuto lottare per averne una Vita… mi ha arricchito molto dal punto di vista umano 🙂 e poi “Bianca come il latte, rossa come il sangue” di Alessandro D’Avenia che mi ha insegnato a vivere in modo poetico ed esplorativo ogni angolo della mia giovane esistenza 🙂

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  10. Veramente interessante questo post. Belli anche i libri che hai scelto. Li ho letti quasi tutti, tranne la Ragazza fantasma che mi piacerebbe leggere, Fiori senza sole di Virginia Andrews e Sfera di Michael Crichton. Non ho dei libri speciali, forse Harry Potter e Piccole donne. In generale leggo i libri in base al mio stato d’animo. Mi aiutano in generale ad evadere.

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