CHE I CADAVERI SI ABBRONZINO di Jean-Patrick Manchette e Jean-Pierre Bastid

Se come me amate i noir, ma siete stanchi delle solite storie, date un’occhiata al mio punto di vista sul romanzo Che i cadaveri si abbronzino, una lettura sorprendente, inusuale, fuori dagli schemi, spiazzante e a tratti ironica.

Già dal titolo si evince la natura peculiare di questo romanzo, firmato da Jean-Patrick Manchette e Jean-Pierre Bastid addirittura nei lontani anni settanta e mai pubblicato in Italia. Oggi, grazie alle Edizioni del Capricorno e alla traduzione a cura di Roberto Marro, possiamo gustare questo intrigante lavoro a quattro mani dal ritmo avvincente.

La trama è semplice, ma accattivante. Luce è una pittrice di mezza età, annoiata e dalla personalità eccentrica che da circa dieci anni possiede un villaggio completamente disfatto, privo di elettricità, acqua corrente e linea telefonica.2018-09-18 13.14.34 Per non restare sola, ha disposto ovunque dei giacigli, anche nelle rovine a cielo aperto, e ogni estate amici e presunti tali la raggiungono per trascorrere quella che lei stessa ama definire una vacanza da barbari. All’inizio della lettura, sostano presso di lei l’amante e avvocato Brisorgueil e alcune sue ambigue conoscenze. L’inferno ha origine   a  pochi chilometri dal villaggio diroccato. Il punto d’innesco è una sanguinosa rapina a mano armata a danni di un convoglio portavalori, che trasporta circa duecento cinquanta lingotti d’oro. Una spirale di sangue divamperà da lì in poi e avvolgerà di violenza e sconsideratezza chiunque trovi sul suo cammino folle.

La lettura è incalzante, la storia dinamica, il ritmo serrato. Le circa centonovanta pagine coprono un lasso temporale di un giorno e una notte durante i quali ogni regola della società civile viene costantemente ignorata e la follia è l’unico lampo di luce che si vede brillare negli occhi di ciascun personaggio.che i cadaveri si abbronzino Il villaggio dove si svolgono i fatti è di quelli che fanno accapponare la pelle, reso ancora più inquietante dalle numerose amache  disseminate tra le rovine e dai tronchi dalle forme spettacolari, da vecchi cavalli di legno da maneggio e tutta una serie di oggetti bislacchi raccolti e riadattati in maniera stravagante, i quali contribuiscono a  creare una bizzarra scenografia che farà da contenitore di ciò che accadrà di lì a poco: una specie di combattimento tra gladiatori. Il personaggio di Luce è peculiare, attraversato da sprazzi di una moralità che definirei sub normale. Le sue reazioni agli eventi sono assolutamente inappropriate e spiazzano il lettore. La scrittura è semplice: perfetta per conferire il giusto ritmo alla narrazione. I dialoghi essenziali e ben cadenzati. Se siete amanti dell’azione allo stato puro e dei giochi sparatutto, non potrete non restare ammirati dalla storia: uno spettacolo pirotecnico e multiforme dove  follia, noia e avidità prendono il sopravvento sulla logica e il senso comune: il tutto contornato da una cornice disturbante e oscura. Il titolo rende piuttosto bene il clima assolutamente folle del romanzo. E allora: che i cadaveri si abbronzino!

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