Recensione: IL CIPIGLIO DEL GUFO di Tiziano Scarpa

Come molti appassionati di lettura, frequento abbastanza spesso la biblioteca. Ho la fortuna di abitare in un posto che ne ospita una bellissima, spaziosa ed assortita.

E’ distribuita su una superficie di circa 2000 mq e collocata nell’ex Convento di una chiesa, restaurato con una certa attenzione ai comfort della modernità.

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I bibliotecari, sono affabili e ben disposti ad elargire informazioni e suggerimenti. Durante una delle mie sortite in questo luogo cultural-paradisiaco, mi è stato consigliata la lettura della quale parlerò in questo articolo. Si tratta di un libro di Tiziano Scarpa intitolato Il Cipiglio del Gufo. Ammetto che non conoscevo assolutamente l’autore, per me è stato un’autentica rivelazione. Chi mi segue da un po’ sa quanto io ci tenga a leggere libri scritti bene, mi piace perdermi nell’abilità narrativa, nella capacità di tessere le parole e di cucirle l’una all’altra creando la trama. Ebbene Scarpa in questo suo romanzo ha fatto questo, ma anche di più, dando vita ad un intreccio di storie singolari, sempre in bilico tra ironia e dramma.

ilcipigliodelgurfo
Il libro è ambientato nel il reticolo di strade e stradine della Venezia dei nostri giorni, con le sue calli, i campielli e lo sciame di turisti. I personaggi sono assolutamente insoliti, ciascuno oppresso da un problema esistenziale di difficile risoluzione. C’è il professore di liceo in balia del desiderio di successo e del riconoscimento sociale, il ragazzo frustrato vittima della sua imponente diversità, e il radiocronista in preda a una grave malattia cerebrale ad andamento degenerativo, tradito dalle sue stesse amate parole e pervaso di malinconia. Tre personaggi, tre situazioni logoranti, descritti con una penna mordace, irridente. Ho apprezzato tantissimo le scelte lessicali dell’autore, sempre appropriate, perfette anche nelle descrizioni più crude ed audaci. La storia comincia un po’ in sordina, ma con lo scorrere delle pagine avvince e avvolge fino alla fine, alternando sapientemente i vari personaggi. Alcune immagini rappresentate sono così vivide, nette, precise, da provocare nel lettore sensazioni intense. Il gufo del titolo, con i suoi grandi occhi sgranati e il muso fisso in un eterno corruccio, guarda dall’alto i protagonisti come se li avesse colti in fallo, immobile nella sua espressione di condanna. Una figura simbolica, personificazione di una sorta di Super Io moralizzatore, fermo nell’atto di sorvegliare con sguardo greve e inflessibile e minacciare prima o poi, di piombare nell’oscurità della coscienza e artigliare. Un romanzo attuale, sfaccettato, che compie un’originale incursione anche nel mondo dei videogames. Il finale è tutto da scoprire. Una lettura che mi sento di consigliare senza riserve: arricchisce, diverte, intrattiene, stupisce… cosa volete di più?
Stop!

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28 pensieri riguardo “Recensione: IL CIPIGLIO DEL GUFO di Tiziano Scarpa

  1. La biblioteca è bellissima la biblioteca, e lo è anche la recensione. 🙂 Forse ho visto il libro in giro; magari quando avrò finito tutti quelli che ho in arretrato lo prenderò in considerazione. Buona giornata. 🙂

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  2. Anche io sono un’assidua frequentatrice di biblioteche, ma quella della mia città non è all’altezza della tua (non ha nemmeno una copia di Venezia è un pesce, un libro di Scarpa che mi incuriosisce molto). Grazie per la tua bella recensione e per la stupenda foto! Buone letture :).

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  3. Tiziano Scarpa lo ricordo quando, una ventina di anni fa, uscì fuori assieme a quel gruppo di giovani scrittori che vennero definiti come i ‘cannibali’, dall’antologia “Gioventù Cannibale” uscita proprio per Einaudi: assieme a lui c’erano Ammaniti, Aldo Nove, Isabella Santacroce e altri… alla fine Scarpa è uno di quelli che è andato più ‘avanti’, mai diventato uno scrittore da best seller, ma con una discreta ‘carriera’. 🙂

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    1. Personalmente ho apprezzato molto il suo modo di scrivere. Credo sia ad un livello piuttosto alto. Le storie che racconta sono interessanti, ma si appannano rispetto alle parole. Sicuramente le vere protagoniste. Grazie per l’aneddoto che hai raccontato…non lo conoscevo. Buona domenica

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  4. Solo il fatto di inserire nel titolo la parola “cipiglio” è bastato per invogliarmi a leggere questo libro.
    La biblioteca è bellissima, come hanno già scritto prima di me!

    Aspetto la recensione del Piacere!

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